Riproduzione fotografica Olio su tela 60*80
Mi sento di spendere due parole su questo "lavoro" che mi ha fatto emozionare ed entrare in punta di piedi in uno spazio umano raro, fatto di generosità, di sguardi puliti e di una fiducia affidata non solo alle mie mani, ma su quello che sarei riuscita a cogliere dell'anima splendida delle persone che ho rappresentato. Mi sento onorata di aver rappresentato un tipo di umanità che oggi fatica a farsi notare. Ogni pennellata è stata un dialogo, un passaggio di testimone tra la loro storia e la sensibilità. Finire un'opera lascia sempre un vuoto, ma questa mi lascia soprattutto una gratitudine immensa. Per avermi scelta, per avermi ricordato perché amo dipingere e per avermi permesso di abitare, anche solo per un po', la bellezza della vostra straordinaria semplicità e del vostro puro e immenso amore.
Riproduzione "il quarto stato" di Pellizza da Volpedo Olio su tela 80*120
Opera emblematica dal punto di vista artistico, tecnico e sociale, Il Quarto Stato è il capolavoro di Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907). La scena, ambientata in una piazza del paese natale del pittore, rappresenta la protesta di un gruppo di lavoratori. È un quadro monumentale a cui Pellizza lavorò tra il 1898 e il 1901, anni caratterizzati da rivendicazioni della classe operaia, di cui la pittura si fa portavoce. La realizzazione del dipinto richiese 10 anni. Si conoscono infatti tre versioni precedenti: Ambasciatori della fame (1892), Fiumana (1895) e Il cammino dei lavoratori (1899) prossimo all’opera definitiva, che il pittore, ispirato dagli scritti di Jean Jaurès sulla Rivoluzione francese, intitolerà Il Quarto Stato.
Riproduzione della Basilica di Santa Maria del Fiore - Carta A4 & Matita
Santa Maria del Fiore è una delle chiese più grandi del mondo: la sua pianta è composta da un corpo basilicale a tre navate, che si innesta in un’area presbiteriale dominata dal grande ottagono dell’immensa cupola, nella quale si aprono tre absidi, ciascuna composta da cinque cappelle a raggiera. La Cattedrale è lunga 153 metri, larga 90 alla crociera ed alta 92 dal pavimento alla lanterna della cupola. L’intitolazione a Santa Maria del Fiore è una chiara allusione al nome della città, “Florentia”, e al suo emblema, il “giglio”. La prima pietra della nuova cattedrale venne posta l'8 settembre 1296, e l’incarico di erigerla fu affidato ad Arnolfo di Cambio. La chiesa fu consacrata da papa Eugenio IV il 25 marzo 1436, quando fu conclusa la cupola. Le pareti esterne sono rivestite in marmi bianco, rosso e verdi a figure geometriche e fiori stilizzati. I fianchi sono ornati da quattro eleganti bifore, otto finestre circolari e da quattro portali monumentali riccamente ornati da sculture. La facciata è un capolavoro neogotico dell’Ottocento, progettato da Emilio De Fabris e ornato dai migliori artisti toscani del tempo.
Riproduzione Varie- su Carta cotone A4
1. L'Energia Espressionista: Ritratto in Acquerello Blu Il quadrante superiore sinistro è dominato da un ritratto maschile vibrante e dinamico, realizzato quasi interamente con toni di blu indaco e grigio di Payne. A differenza dei ritratti più posati, questo è un’esplosione di energia. Il soggetto, dai capelli scuri e leggermente spettinati, è ritratto a mezzo busto in una posa frontale, la bocca aperta in un'espressione di risata o grido entusiasta. La tecnica dell'acquerello è gestita con maestria: le pennellate sono sciolte e incisive, definendo i tratti del viso con un'immediatezza quasi abbozzata. Le campiture di colore non si limitano a riempire le forme, ma si espandono fluidamente oltre i contorni della figura, creando uno sfondo astratto e nuvoloso che suggerisce movimento e atmosfera. Questo "sbaffo" di colore aggiunge un tocco espressionista, enfatizzando l'intensità emotiva del momento. L'uso monocromatico del blu conferisce all'opera un carattere freddo ma magnetico, dove l'attenzione è catturata interamente dall'espressione del volto e dalla gestualità della mano che sembra tenere un piccolo oggetto.

2. La Profondità Interiore: Ritratto in Grafite Ponderato Procedendo verso il quadrante superiore destro, ci troviamo di fronte a un'opera di contrasto netto. Il ritratto è realizzato con una tecnica iper-realistica e altamente sfumata a grafite. Il soggetto è un uomo dai capelli lunghi e mossi, con lo sguardo rivolto verso il basso, assorto in una profonda contemplazione o forse gravato da un peso interiore. La mano destra dell'uomo è sollevata a sorreggere la fronte, un gesto universale di riflessione o stanchezza. L'accuratezza anatomica della mano e la resa realistica della muscolatura del collo e della guancia testimoniano una grande padronanza del disegno. L'uso della grafite permette all'artista di creare transizioni tonali estremamente sottili e morbide, conferendo alla pelle una texture vellutata e allo stesso tempo vissuta. La profondità del segno scuro dei capelli e la delicatezza delle ombre sul volto creano un forte senso di volume e tridimensionalità. L'inquadratura stretta e la luce soffusa concentrano l'attenzione sull'interiorità del soggetto, evocando un senso di malinconia e solennità.

3. La Nobiltà Selvaggia: Ritratto Equino in Sanguigna Il quadrante inferiore sinistro cambia radicalmente soggetto, introducendoci nel mondo animale con un ritratto di cavallo a figura intera in un caldo tono seppia/sanguigna. L'opera si distingue per la sua eleganza e la resa vibrante del manto equino. L'animale è ritratto con una posa leggermente angolata, il collo arcuato e la testa eretta, che trasmette fierezza e grazia. La criniera fluente e mossa aggiunge dinamicità alla composizione. L'artista ha utilizzato la tecnica della sanguigna per creare sfumature morbide e setose, catturando la luce sulle curve del collo e del muso con grande abilità. I dettagli del muso, come gli occhi grandi ed espressivi e le narici, sono resi con precisione, conferendo al cavallo una personalità e una sensibilità notevoli. Lo sfondo, sfumato e irregolare, ricorda un ambiente naturale o una parete di scuderia, isolando il soggetto e accentuandone la presenza.

4. L'Icona del Genio: Ritratto di Albert Einstein in Grafite Tecnica Infine, il quadrante inferiore destro presenta un ritratto a grafite di Albert Einstein, distinguibile per la sua iconica capigliatura bianca, i baffi folti e lo sguardo profondo. Questo disegno si caratterizza per una maggiore linearità e un approccio più "tecnico" rispetto al ritratto a grafite precedente. Il volto di Einstein è reso con un tratteggio incrociato e linee più definite, che creano texture e ombre più grafiche, piuttosto che le sfumature morbide del quadrante superiore destro. Questo stile si adatta perfettamente a rappresentare la pelle segnata dal tempo e l'aspetto stravagante dello scienziato. L'attenzione ai dettagli, come le pieghe della pelle e i peli della barba, è meticolosa. La particolarità di questo disegno risiede nella parte inferiore, dove la figura sembra fondersi con degli schizzi preparatori o delle annotazioni tecniche, tra cui un cerchio con linee e frecce che suggerisce una riflessione su concetti geometrici o di fisica. Questo dettaglio aggiunge un livello narrativo, collegando il ritratto all'attività intellettuale del soggetto